Agile Manifesto, a quasi 15 anni dalla sua nascita, lo trovate superato?

Ieri 10 Marzo, cercando le novità circa l’Agile su Google News mi sono imbattuto in un post su TechTarget.com, dall’accattivante titolo “Agile Manifesto: Both timeless and outdated?”. Dalla sua lettura sono scaturite alcune interessanti considerazioni che vorrei condividere.

L’articolo apre ricordando i motivi per cui un manipolo di innovatori diede vita al “Manifesto for Agile Software Development” nel 2001, quando lo sviluppo software seguiva ancora concetti e approcci molto datati per il mercato del nuovo millennio, troppo costosi e troppo lunghi.

Arriva poi la domanda principe: oggi, nel 2015, siamo sicuri che tali valori e princìpi siano ancora validi? Jennifer Lent, autore del post, con il supporto del co-fondatore di Jama Software Derwyn Harris, porta ad esempio tre temi di confronto rispetto a 15 anni fa:

  • lo sviluppo software è molto più complesso (mobile app, social app)
  • i clienti hanno molta più voce in capitolo (attraverso i social media)
  • il ruolo degli stakeholder di business è più attivo (molti più responsabili di business)

Su queste basi vengono messi in discussione alcuni valori e princìpi del Manifesto:

There is a notion in the Manifesto that we’re trying to move away from planning, away from negotiation,” [Harris] said, referring one of its four core values, Responding to change, over following a plan. “But the need for planning [software projects] in today’s world is real and you cannot ignore that,” Harris said. “The business is saying ‘I want a budget for the next year, a roadmap for our customers.'”

O ancora:

What the Manifesto’s authors could not have predicted [“Customer collaboration over contract negotiation” and “our highest priority is to satisfy the customer”] was just how vocal customers are today. Posting on social media and other websites, they generate a steady stream of comments, complaints and the occasional rant about a company’s products and policies. “And all that noise is associated with your [software] product,” Harris said.

Suggerisco la lettura dell’intero articolo originale per meglio comprendere il loro punto di vista.

Man mano che procedevo nella lettura mi sono reso conto dell’errore di valutazione in cui, secondo il mio modo di vedere, Jennifer e Derwin sono caduti: hanno mischiato valori e princìpi con le metodologie!

Ecco come ho argomentato la mia risposta al post.

Valori e principi espressi nell’Agile Manifesto sono ancora validi (e credo che rimarranno tali fino alla prossima vera nuova intuizione nel rapporto “persone vs macchine”).

Ad esempio, l’Agile Manifesto non dice che dobbiamo abbandonare la pianificazione o la negoziazione, come riportato nell’articolo, ma solo che preferiamo rispondere (prontamente) ai cambiamenti piuttosto che seguire (pedissequamente) un piano. Sappiamo di dover pianificare per varie ragioni (bilanci, comunicazioni agli stakeholder, gestione di grandi progetti o di programmi, ecc.), ma queste pianificazioni dovrebbero essere adattabili, aggiungendo valore a un progetto, non vincolandolo.

O Ancora, sulla presenza dei clienti nel progetto, a mio parere, l’Agile Manifesto 15 anni fa era già all’avanguardia, quasi una predizione su quello che sarebbe successo con i Social Network: il cliente è all’interno del nostro progetto e collegato direttamente con noi, il cliente è il mondo intero! Si deve trovare un modo per offrire loro valore reale e si deve essere pronti ad ascoltare tutte le loro voci.

Quindi, se i princìpi e valori del Manifesto continuano ad essere validi ancora oggi, come possiamo far fronte ai cambiamenti di questi ultimi 15 anni?

Dobbiamo farlo grazie alle metodologie!

Se si guarda alla prima versione di Scrum e si tenta di applicarla su un grande progetto odierno (che magari comprende mobile app, sito web, social, campagne SEM e di marketing, ecc.) molto probabilmente si fallirebbe. E questo è esattamente quello che dice Derwyn.

Al giorno d’oggi è, invece, necessario utilizzare SAFe o Enterprise Scrum o DSDM per la gestione del programma, in collaborazione con BDD, TDD e XP per gli aspetti di sviluppo. Dovremmo considerare Lean e Cynefin come strumenti per gestire l’interazione con i social network e le community. E queste sono solo alcune delle metodologie innovative disponibili.

La nostra sfida è quindi quella di affrontare i cambiamenti (tecnologici, sociali e personali), con l’adozione di metodologie Agili innovative in ​​grado di gestire grandi progetti nel rispetto dei valori e princìpi dell’Agile Manifesto.

Qui la mia risposta originale al post.

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