Agile for Innovation
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Agile for Innovation 2015, una giornata dedicata all’innovazione

Martedì 3 Marzo, presso il DEIB Politecnico di Milano si è tenuta l’edizione 2015 della conferenza Agile for Innovation. Interventi di aziende e workshop hanno permesso di verificare sul campo l’impatto delle metodologie Agile nella gestione di progetti innovativi.

L’evento, patrocinato da CEFRIEL e da AgileReloaded, ha come obiettivo quello di esplorare le potenzialità degli approcci Agile nell’ambito di contesti aziendali ICT fortemente orientati all’innovazione.

Presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano (che, devo dire la verità, ha rispolverato vecchi ricordi della mia partecipazione alla vita dell’ateneo) Elisabetta Di Nitto, Giulio Roggero e Silvia Fragola, conduttori dell’evento, avviano i lavori presentando l’organizzazione della giornata e introducono il Keynote 2015, Emanuele Passera di TeleRilevamento Europa, primo spin-off del Politecnico di Milano nel 2000, ormai diventata una realtà internazionale.

Emanuele, dopo un’introduzione sul core business dell’azienda, descrive come si è evoluta nel tempo l’organizzazione interna. Dalla sua nascita, quando tutti facevano un po’ di tutto come spesso accade in una start-up, al passaggio a “company” con l’introduzione di una prima modellazione dei processi aziendali certificata ISO 9001. Per poi arrivare, nel 2008, alla prima esperienza con un framework Agile, Scrum nello specifico, rivelatosi per stessa ammissione di Emanuele un colossale fallimento. Anche se inaspettata, la parte più interessate è stata proprio la disamina di quel fallimento: se immaginiamo la struttura aziendale come la Torre Eiffel possiamo rilevate giochi di forze opposti, quelle provenienti dall’alto corrispondono alle pressioni del Top Management e quelle provenienti dal basso corrispondono alla parte più operativa. Solo quando le forze riescono a bilanciarsi la struttura risulta essere davvero solida, dando eguale spazio a strategia e creatività. Nel 2008 TREuropa si era invece trovata ad avere una spinta creativa molto forte, ma con pochissimo commitment da parte degli stakeholder, portando ad un profondo sbilanciamento delle forze in gioco e al fallimento del progetto.
La storia dell’organizzazione interna prosegue poi con l’introduzione di ITIL nel 2010 e di PMP nel 2012.
Si arriva così ad oggi, dove la necessità reale è quella di essere veloci e capaci di rispondere con un adattamento costante ai cambiamenti del mercato. In questo caso la chiave di volta non è la pianificazione fine a se stessa, ma è il processo di pianificazione che deve essere pronto a rispondere velocemente alle necessità. Si tratta quindi di passare dall’efficienza di prodotto a quella di processo. Il 2015 sembra quindi essere l’anno in cui le metodologie snelle proposte dall’Agile faranno nuovamente il loro ingresso in TREuropa.

Illustrare un fallimento è importante tanto quanto elencare i successi, poiché consente di capire quali sono gli errori da evitare quando di vuole adottare un approccio Agile.

Il workshop

Dopo la sessione plenaria, per dare spazio a tutti gli interventi, l’evento è stato diviso in tre Track parallele. La prima dedicata ai talk aziendali e le altre due ai workshop. Così ho trascorso il resto della mattinata giocando con i Lego al workshop Cynefin Lego Game.  In breve, si è trattato di un esercizio pratico atto ad apprendere, tramite esperienza sul campo, le basi del framework Cynefin e la definizione dei suoi 5 domini (qui trovate un post in merito). Nei prossimi giorni dedicherò un articolo di approfondimento a questa esperienza che si è rivelata interessante e piena di spunti grazie alla guida di Roberto Bettazzoni di Agile42.

Dopo la pausa pranzo ho preferito seguire la Track 1 per ascoltare le esperienze dirette di aziende che hanno sentito la necessità di innovare i loro processi.

Gli interventi delle aziende

Un tema di base ha connotato tutti gli interventi pomeridiani: per chi si occupa di prodotti o servizi innovativi i vecchi sistemi di gestione progetti (non a caso definiti “pesanti”) non possono più essere applicati. Oggigiorno ipotizzare di avere specifiche complete e definitive nella fase iniziale del ciclo di vita di un progetto è, a dir poco, anacronistico, visto soprattutto la costante evoluzione dell’ambiente in cui ci muoviamo, che richiede prontezza di risposta ai continui cambiamenti degli obiettivi di business.

Nel primo intervento Mauro Ferratello di BravoFly si focalizza su uno dei temi pratici più importanti: la definizione dei criteri di accettazione delle user stories. Una storia deve avere un insieme di regole che ne definiscono la sua chiusura e tali regole devono essere condivise con tutti gli attori in gioco. Questo processo consente di evitare di trovarsi alla fine di una iterazione in cui si pensa di aver prodotto valore, con qualcosa di diverso da ciò che il Product Owner (o chi ha scritto la storia) si aspetta. Ma come deve essere un criterio di accettazione per essere valido? Ecco la risposta di Mauro:

  • Importante
  • Diverso dalla storia
  • Obiettivo
  • Comprensibile
  • Deve essere una “intenzione” non una soluzione
  • Verificabile

In BravoFly utilizzano BDD (Behavior-Driven Development) per la verifica continua della corrispondenza tra quanto sviluppato e i criteri di accettazione, grazie anche alla possibilità di realizzare automaticamente gli Acceptance Test.

Il secondo intervento vede la presenza corale di più speaker. Sotto la direzione di Fabio Armani si alternano al microfono Susanna di Subito.it, Stefano di Register.it, Corrado di Cerved Group e Stefano di Code Hunter. Tutti portano la loro esperienza e le lesson learned nel processo di introduzione delle metodologie agili nei team. Si va dal Product Owner che illustra come sia stato complesso il passaggio dal micro-management alla self-organization, capendo quindi come il suo ruolo fosse quello di chi chiarisce gli obiettivi e poi lascia lavorare il team in autonomia. Si passa poi a come Agile sia uno “state of mind” e non solo un processo di sviluppo, qualcosa di quasi filosofico: “Real Agile is Justice and Meritocracy”. O a come il Kaizen (miglioramento continuo) debba essere al centro dell’esperienza Agile. Infine, una metafora riesce a cogliere nel segno: il passaggio ad Agile consente ai membri del team di passare da semplici raccoglitori di viti a responsabili della vigna, con ciò che tutto questo comporta!

Illuminante il terzo intervento di Marco Catuozzo e Mauro Sarchi di BTicino. Il settore domotica dell’azienda si appoggia a diverse divisioni, dal design, alla manifattura, dall’hadware e al software. Un prodotto lanciato nel 2010, una sorta di video citofono interattivo, sviluppato con i processi aziendali classici, si è rivelato un fallimento: il prodotto era stato pensato quasi tre anni prima dell’uscita sul mercato. L’anno del rilascio corrispose anche al periodo di lancio dei primi tablet, iPad in testa. In questo caso il prodotto BTicino non era riuscito a rispondere per tempo ai cambiamenti richiesti e all’innovazione introdotta dal mercato stesso.
L’anno scorso l’azienda ha deciso di focalizzarsi su un nuovo pannello di controllo touch interattivo. Questa volta però il processo di sviluppo adottato è stato interamente basato su iterazioni successive, feedback dell’utente finale, retrospettive e adattamento continuo alle esigenze. Il nuovo prodotto è stato sviluppato in solo un terzo del tempo rispetto al precedente e la versione definitiva è allineata agli ultimi standard di mercato. Questa esperienza, pur richiedendo un cambio comportamentale delle persone del team e del management stesso, ha reso chiaro come in alcuni settori ad alta innovazione l’approccio classico non può rispondere alle richieste del mercato.

Infine, nell’ultimo intervento, Dario Giannoccaro di Sirti ha illustrato come i processi Agile possano essere utilizzati anche in contesti ben diversi dallo sviluppo software o dalla produzione. In questo caso, infatti, il progetto è la trasformazione aziendale relativa al piano strategico d’impresa. E’ stato necessario adattare notevolmente le metodologie Agile, Scrum e Lean in particolare, per poter gestire un progetto ad alto impatto e ad alto rischio come questo. Forse un po’ troppo. Ad esempio, i singoli task hanno un owner e una data di consegna predefinita. Ma come sappiamo l’adattabilità è uno dei fattori preminenti nelle pratiche Agile, quindi ben vengano soluzioni innovative come queste. Il progetto è ancora in corso la i primi benefici della nuova organizzazione sono già visibili.

L’ultima ora è dedicata ad una tavola rotonda “distribuita”, dove i vari relatori mescolati tra il pubblico e guidati da Giulio, hanno commentato alcune delle parole chiave emerse negli interventi: valore, comando e controllo, complessità, dialogo, team auto-organizzato, ecc. E’ stato un momento di condivisione di punti di vista e sensazioni su dove siamo, dove vorremmo andare e come possiamo farlo, confrontandoci sempre con la realtà del mercato e dell’ambiente aziendale Italiano.

In chiusura

Il maggior pregio di questo evento è stato la possibilità di vedere condivisi casi concreti di applicazione delle metodologie agili in progetti di tipologie più disparate: dal software, alla produzione seriale e al settore strategico organizzativo. Il tutto non solo in start-up innovative ma anche in realtà multinazionali all’avanguardia. Con successi e fallimenti.

Spesso si crede che l’introduzione dei processi snelli sia la panacea per i mali aziendali e, peggio ancora, che la loro applicazione sia semplice e indolore. La semplicità sta nei nuovi processi e non nella fase di modifica dei processi esistenti che, invece, è complessa e dolorosa, richiedendo un cambiamento epocale all’interno dell’azienda stessa.

L’innovazione è quindi sul processo e da questa deriva quella sul prodotto.

Nel saluto finale ci si è dati appuntamento al prossimo anno con la terza edizione di Agile for Innovation che, visto il grande riscontro di pubblico e di speaker, potrebbe anche estendersi oltre la singola giornata.

Su slideshare saranno disponibili i materiali di alcuni interventi e workshop (eseguendo una ricerca con “Agile for Innovation”), mentre sul sito www.agileforinnovation.it è possibile trovare le informazioni sui workshop e interventi ai quali non ho potuto partecipare direttamente, oltre a notizie sulla precedente edizione dell’evento.

Un grazie va agli organizzatori di questo evento che sono certamente riusciti a centrare l’obiettivo iniziale. Penso che Agile for Innovation abbia tutte le carte in regola per diventare l’evento principale di un movimento Agile italiano in fase di forte crescita, portandone alla luce le possibilità intrinseche di innovazione.

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2 thoughts on “Agile for Innovation 2015, una giornata dedicata all’innovazione

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