Seppur nato come nuovo approccio al software development, l’Agile è andato molto oltre. Nella prima parte di questo articolo abbiamo parlato di come i classici modelli di management siano ormai vecchi di 60 anni e di come nuovi stili di leadership consentano di affrontare i cambiamenti continui a cui siamo sottoposti. In questa seconda parte vediamo come riconoscere la situazione nella quale ci troviamo per identificare lo stile di leadership più adatto, come guidare la responsabilizzazione del team e arriviamo a definire quali potrebbero essere i valori di un Agile Leader.

Per riuscire a capire in quale situazione ci troviamo vengono in aiuto i modelli di decision-making, ossia quei sistemi strutturati che consentono di effettuare un’analisi e categorizzazione della situazione in corso così da prendere decisioni adeguate. Uno di questi, di cui ho già parlato in altri articoli, è il Cynefin Framework di Dave Snowden, modello basato su 5 domini di riferimento.

Decision Making con Cynefin e stili di Leadership adatti

Vediamo insieme i 5 domini.

Obviuos

Siamo nel dominio del semplice. Riconosciamo di trovarci di fronte ad un problema semplice quando non è necessario fare analisi e siamo già in grado di categorizzare la situazione. Possiamo dunque utilizzare pratiche già conosciute per risolvere il problema senza necessità di introdurre ulteriori soluzioni.

In questo dominio gli stili di Leadership più efficaci sono quelli più diretti: Directing, Conducting, Demanding e anche Catalyzing.

Si tratta di situazioni che non richiedono creatività, dove possiamo intervenire con un minimo sforzo per ottenere il giusto risultato finale. Lo stile Conducting, che comunque lascia un margine decisionale maggiore al team, sarebbe forse da preferirsi agli altri.

Complicated

Se la risposta al problema non è immediata, ma sappiamo essere comunque un problema conosciuto, allora siamo nel dominio del complicato. E’ il dominio degli esperti. Possiamo dire che è necessaria un’analisi per individuare il tipo di problema e, una volta capita la situazione, sappiamo esistere già una serie di pratiche disponibili per risolvere il problema. Pratiche probabilmente non immediate, altrimenti saremo nel dominio del semplice, ma che possono essere disponibili in breve tempo chiamando un esperto di settore.

In questo dominio gli stili di Leadership più indicati sono: Inspiring, Conducting e Catalyzing.

In questi casi è necessario che il leader sappia indirizzare la fase di analisi, stimolando il team nell’identificazione del problema. Per questo gli stili prettamente direttivi non offrono i migliori risultati, mentre quelli più portati alla condivisione danno risultati velocemente.

Complex

Ci troviamo nel dominio del complesso quando siamo di fronte ad un problema nuovo, quando anche gli esperti non possono essere utili. In questo caso dobbiamo sperimentare diverse nuove soluzioni per capire quale sia la strada migliore. Un’analisi porterebbe invece ad una fase di stallo non avendo le giuste competenze per capire la natura del problema. Siamo nell’area dell’innovazione, dove la sperimentazione e il feedback continui sono l’unica strada per trovare una valida soluzione.

In questo caso gli stili di Leadership più efficaci sono sicuramente quelli di collaborazione e condivisione, dove si fa leva sulla creatività delle singole persone e sul valore che ognuno può apportare: Coaching e Inspiring.

Chaos

Questo è il dominio dei momenti di crisi in cui è necessario agire tempestivamente coordinando i primi interventi ad alta priorità. Una volta indirizzate le criticità maggiori sarà possibile identificare le altre aree di intervento.

In questi momenti di crisi è preferibile uno stile di Leadership di tipo Directing, utile a guidare le scelte iniziali in maniera veloce.

Come esempio spesso si citano le situazione create da sconvolgimenti naturali imprevisti (terremoti, inondazioni, etc) dove i primi interventi sono coordinati da un centro unico che detta direttive specifiche, atte a risolvere i problemi a priorità maggiore. In questi casi lasciare la decisione al team che deve accordarsi su come procedere non rispecchia la necessità di intervento rapido e risolutivo.

Cynefin è un modello riconosciuto e adottato ormai in molti contesti. Ad esempio Agile42 lo utilizza all’interno del proprio framework Organic Agility. Grazie a questo framework è più semplice identificare la situazione nella quale ci troviamo e quindi procedere alla scelta del tipo di leadership più adatto.

Indubbiamente ogni stile di Leadership ha un impatto diverso sul team. E’ importante sapere quale tipo di relazione deve essere messa in campo al fine di ottenere il miglior risultato possibile.

I team e la leadership

Uno dei fattori principali nella costruzione del rapporto tra leader e team è la responsabilizzazione del team stesso. Si tratta di un processo di trasformazione che coinvolge tutti i partecipanti a diversi livelli, culturale e operativo.

Il Leader è parte integrante di questo processo di trasformazione poiché deve essere in grado di guidare il team verso l’acquisizione dell’auto-consapevolezza.

Come può un Leader capire qual è lo stato di un team e come lo può aiutare a evolvere? A questa domanda è possibile rispondere utilizzando la matrice dell’autorità di Hackman:

Authority Matrix di Richard Hackman

Utilizzando questa matrice è possibile individuare quanta responsabilità è effettivamente demandata al team in un percorso su quattro livelli.

Il primo livello di responsabilizzazione è quello che troviamo, oggi, nella maggior parte dei team: i membri del team svolgono i propri task, gestiti da un manager.

Il secondo livello di responsabilizzazione è dato dai team che si auto-gestiscono: riuscire ad organizzare non solo le proprie attività ma anche verificarne sia il corretto andamento sia l’aderenza ai processi operativi.

I team che disegnano i loro stessi processi è il terzo livello di responsabilizzazione: in questo caso sono i team stessi che adottano il contesto organizzativo migliore in base alle loro esigenze, disegnando i processi operativi che meglio le soddisfano.

I team che si auto-governano è il livello massimo di responsabilizzazione: in questo caso la direzione generale da seguire viene definita dai team stessi, andando quindi verso scenari di organizzazione completamente piatta.

In questi contesti il valore che un Agile Leader può apportare è quello di guida dei team nella loro crescita verso l’auto-consapevolezza. Sul lungo termine sono quindi preferibili stili di leadership come Coaching e Inspriring, stili che permettono al team di imparare ad assumere decisioni in autonomia, il tutto in un ambiente safe-to-fail.

Valori di un Agile Leader

Riassumiamo quanto visto fin’ora nei due articoli. Abbiamo imparato a:

  1. conoscere i diversi stili di Leadership;
  2. identificare la situazione nella quale ci troviamo e scegliere, di conseguenza, il miglior stile di Leadership da utilizzare;
  3. far crescere il team verso l’auto-consapevolezza utilizzando gli stili di Leadership più adatti.

E’ possibile ottenere il meglio di ogni persona quando questi tre elementi sono perfettamente integrati tra loro.

Questo è il segreto di un ottimo Leader!

Se dovessimo sintetizzare i valori cardine di un Agile Leader potremmo partire dal quinto principio dell’Agile Manifesto:

Build projects around motivated individuals.
Give them the environment and support they need, and trust them to get the job done.

In effetti è tutto qui. Ma, come ben sappiamo, scriverlo è semplice applicarlo per nulla. Se analizziamo la frase scopriamo che si parla di:

  • individui, non risorse;
  • motivazione, non di dare ordini;
  • offrire loro qualcosa, non di chiedere loro qualcosa;
  • ambiente e supporto di cui necessitano, non che gli viene imposto;
  • fiducia che completino il lavoro, non di controllo che lo facciano;

Soprattutto la fiducia è uno dei temi centrali, di cui abbiamo già parlato in un altro articolo. Un vero Leader è in grado di dare fiducia al proprio team, di fidarsi di loro e di offrire tutto il supporto necessario affinché concludano il lavoro.

“Il compito del leader è quello di selezionare un gruppo di individui e comporli in una squadra che abbia la volontà di andare oltre i propri limiti, determinati da pregiudizi e paure, per esprimere la propria infinita potenzialità in un disegno collettivo.”

Pierluigi Tosato, “Samurai Manager, la montagna inaccessibile” Edizioni Guerini Next, 2016

Conclusioni

I migliori leader sono coloro che sanno cambiare il proprio stile di Leadership in base alla specifica esigenza sia di dominio sia di team sia della singola persona. L’agilità risiede proprio in questa capacità di resilienza e adattamento.

C’è una domanda molto semplice che un Agile Leader deve sempre porsi per sapere se è sulla giusta strada:

Sto davvero aiutando il team e le singole persone a raggiungere i loro obiettivi?

A voi la risposta.

Buona Leadership a tutti!

--- post 7/52/20 ---

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